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Faccio umilmente notare che ho un aiutante di tutto rispetto. Un Aigor di qualità.

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giovedì, 23 febbraio 2006
Ops

... avevo dimenticato la password.

Postato da: svejk a 19:00 | link | commenti (1)

martedì, 19 aprile 2005
Brividi di commozione

Faccio umilmente notare che l'apparizione della Sgrena alla TV nella trasmissione di Fazio l'ho trovata misurata, composta, emotivamente toccante. Tranne quando lei, raccontando della dinamica dell'incidente (che non lo si può chiamare né incidente né agguato, né assassinio né omicidio colposo, come cazzo dobbiamo chiamarlo? ce lo dicano...), esordisce con un a un certo punto s'è accesa una luce e siamo stati sparati.
Un brivido mi ha percorso la sgrena, ops... la schiena.

Postato da: svejk a 09:57 | link | commenti (10)

martedì, 05 aprile 2005
Nasi

Faccio umilmente notare che la vecchia pani Lapčikova russava tutta la notte sembra a causa di una malformazione della struttura interna del naso, finché suo marito Arnošt, un incrocio tra un camionista e il camion medesimo che guidava, le appiccicò senza farsi accorgere e con estrema perizia, che questa perizia nessuno se la sarebbe aspettata da lui, così come dice lo stesso Janoš-lo-stupratore-smascherato suo compagno di cella, le appiccicò, come guidato da un megalaser telecomandato dalla mente sopraffina di Vilem-il-chirurgo suo cugino che operava pazienti di P* pur trovandosi a V*, le appiccicò proprio in prossimità delle narici un pugno talmente violento che nessuno sentì mai più pani Lapčiková russare né proferire parola, sembra a causa del fatto che la malformazione della struttura interna del naso non aveva più un naso all'esterno. E in molti notarono che Janoš-lo-stupratore-smascherato suo compagno di cella, come mai Janoš-lo-stupratore-smascherato compagno di cella di Arnošt-lo-spiaccicanasi hai il naso così largo che quasi ti tocca le orecchie? Ultimamente in cella devo aver russato un poco, risponde Janoš-lo-stupratore-smascherato.

Postato da: svejk a 22:16 | link | commenti (7)

venerdì, 25 marzo 2005
Lei, al piano di sopra

Ogni sera verso le nove sentiva che nell'appartamento al piano di sopra lei si toglieva le scarpe alla fine di una lunga giornata di lavoro, prima una poi l'altra, e nell'intervallo tra i due tonfi sordi, tunk, lui sognava le gambe di lei accavallarsi con grazia geometrica, le mani sottili massaggiare la caviglia assaporando l'indugio prima di sfilare la scarpa destra, che le dava sempre più problemi e sfilava per ultima, tunk, come se quel gesto chiudesse finalmente la giornata lavorativa e al contempo salutasse l'alba di quella onirica, quella vera e autentica, quella in cui ognuno di noi è quello che è. Questo sognava lui di lei al termine di una giornata in cui ogni minuto era stato speso per pensare a lei, la sconosciuta del piano di sopra.

Postato da: svejk a 11:34 | link | commenti (6)

lunedì, 14 marzo 2005
Sulla via di Terezin

La vecchia Varvara una mattina decise che era giunta l'ora. Chiuse la Sua colpa fuori dalla porta. E quella bussò alla porta di fronte. Il signor Smid aprì, col mento chiazzato ancora qua e là di schiuma da barba, il rasoio come un gognometro in mano. Ma non fece calcoli. Né sfregiò alcunché. Lasciò che entrasse, prima di disfarsene a sua volta. E fu così che un'incontrollata epidemia di colpevolezza scoppiò nel condominio di via Terezin, una mattina.

Postato da: svejk a 13:10 | link | commenti (4)

mercoledì, 09 marzo 2005

Giorni tristi questi. Sono contento di avere incontrato lui, quattro chiacchiere come ai vecchi tempi, la sorpresa di non essere cambiati poi molto nonostante la nostra vita sia cambiata e non poco. La sua calma, la sua gentilezza, la sua timidezza che spesso viene scambiata per altro infondono sollievo all'anima, su cui, faccio umilmente notare, si è discusso come al solito fino a notte tarda. Lui la nega, non c'è niente da fare. E l'impressione è sempre quella. Che quel flatus impercettibile soffi più in coloro che non vogliono sapere d'averla, l'anima, che negli altri che continuamente la evocano come lo specchio della loro bellezza; così come l'ateo sembra essere attraversato da una vena religiosa assai più vitale e rigogliosa di quanto non lo siano in effetti i baciapile e le begotae.

Qui tutto è spento. Mi aspettavo questa deriva dei blog verso piccoli gruppi ormai consolidati. Forse è il momento giusto per rimanere in un angolo a scrivere ognuno il proprio diario. Quello vero.

Postato da: svejk a 07:34 | link | commenti (5)

giovedì, 03 marzo 2005

Un mio amico m'ha suggerito di ripartire da qui. Faccio umilmente notare che obbedisco, perchè l'obbedienza è la migliore tra le virtù dell'uomo. E io alle persone voglio bene per quello che sono, ovvero per il mistero che è in loro.

Postato da: svejk a 13:19 | link | commenti (2)